Ci sono aziende che nel 2026 continuano a trattare lo smart working come se fosse un bonus aziendale. Una specie di concessione. Un privilegio da guadagnarsi. Peggio ancora: alcune lo usano come leva psicologica. “Se lavori bene ti lasciamo stare a casa.” “Se il team raggiunge gli obiettivi vi concediamo un giorno in smart.” “Lo smart working è un benefit.” Ecco il punto: no. Lo smart working non è un regalo. È uno strumento organizzativo. E probabilmente uno dei più importanti degli ultimi decenni. La mentalità vecchia che non vuole morire Molte aziende ragionano ancora con una logica molto semplice: “Se vedo il dipendente, allora sta lavorando.” Una mentalità figlia degli anni ’80 e ’90, quando: il lavoro era prevalentemente fisico, i processi erano cartacei, la presenza era davvero necessaria. Ma oggi? Oggi milioni di persone lavorano: su cloud, via VPN, su Teams, su portali web, su ambienti virtuali, gestendo infrastrutture sparse in mez...
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